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A circa 35 km e 15 miglia nautiche da Porto Torres, è possibile visitare il meraviglioso borgo medioevale di Castelsardo, che domina il Golfo dell'Asinara.

struttura porto castelsardo

Il porto di Castelsardo risulta poco protetto dal vento, che può dare fastidio anche in fase di ingresso nel porto, mentre le manovre di ormeggio possono risultare difficoltose in caso di grecale e tramontana. Una quota di posti barca, durante il periodo estivo, è riservata al transito. Sono presenti tutti i principali servizi: acqua, energia elettrica, carburante, supermercato ecc.

Il paese, arroccato su un promontorio a ridosso del mare, non dista molto dal porto ed è raggiungibile a piedi percorrendo la via principale che lo attraversa. Il centro storico è caratterizzato da grandi mura di fortificazione, strette viuzze, che si snodano tra ripide salite e discese dove, caratteristici ristoranti e negozi di artigianato contribuiscono a rendere il borgo particolarmente suggestivo. A dominare il panorama cittadino il maestoso Castello edificato dai Doria nel XII secolo dove ha sede il Museo dell'Intreccio Mediterraneo dedicato alla tipica tradizione locale dell’intreccio dei cestini e altri utensili della vita quotidiana. Più in basso si trova la Cattedrale di Sant'Antonio Abate risalente al XVI secolo che è sicuramente una delle chiese più suggestive della Sardegna, edificata a picco sul mare, gode di un panorama unico e mozzafiato.

Castelsardo fa parte del club de I borghi più belli d'Italia.

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Affacciato sul Golfo dell'Asinara è il porto più grande del Nord Sardegna, suddiviso nei settori: commerciale, industriale e turistico, rappresenta un'ottima base di appoggio per chi desidera visitare il nord ovest della Sardegna, considerata la sua vicinanza a Stintino (30 km), Castelsardo (35 km) e Alghero (37 km).

struttura porto di porto torres

Dal punto di vista nautico dista da Stintino 10 miglia, mentre da Castelsardo circa 15.

La costa lungo tutto il Golfo dell'Asinara è particolarmente esposta ai venti di maestrale e non esistono approdi o cale oltre i menzionati porti di Stintino, Porto Torres, Castelsardo e Isola Rossa. Nel porto turritano c'è un marina con dei posti per il transito e sono disponibili tutti i principali servizi: acqua, energia elettrica, carburante ecc. È necessario prestare attenzione in ingresso e in uscita all'eventuale transito dei vari traghetti di linea.

Il centro città si trova a pochi minuti dalla banchina del porto da dove è possibile raggiungere tutti i principali servizi: bar, ristoranti, supermercati, banche, farmacie ecc. Sono tanti i siti d'interesse storico culturale visitabile in città: l'Antiquarium Turritano ed il Parco Archeologico, La Basilica Romanica di San Gavino, il Lungomare e le chiesette di Balai, la Torre Aragonese, la Necropoli di Via Libio e quella fuori città di su Crucifissu Mannu.

 

 

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Stintino è un suggestivo borgo turistico situato sull'estremità Nord Occidentale della Sardegna, davanti all'Isola dell'Asinara. Originariamente villaggio di pescatori, è stato fondato nel 1885 da 45 famiglie che abitavano l'Asinara, quando, espropriate delle loro terre per la costruzione del Carcere e del Lazzaretto, si stabilirono su una lingua di terra tra i due fiordi naturali, dove attualmente sorge Stintino e i suoi due porti. 

struttura dei porti di stintino

Portu Mannu il porto più grande, dispone di circa 350 posti barca, con diverse possibilità di attracco suddivise fra diversi gestori. Sono presenti tutti i servizi: acqua, energia elettrica, carburante ed è possibile dare fondo, rimanendo riparati, nella prima grande darsena esterna. Portu Minore è invece il porto più piccolo, ha fondali non particolarmente alti ed esposto al vento di levante.

Essendo i due porti completamente inglobati nell'abitato stintinese, risulta molto facile e comodo raggiungere il paese a piedi da qualsiasi attracco. Più a Nord, lungo la costa, verso la spiaggia della Pelosa è presente anche un altro piccolo porticciolo privato, che si affaccia proprio davanti all'Isola dell'Asinara: il "Porticciolo dell'Ancora".

La rada della Pelosa è una piscina naturale, posta a ridosso dell'omonima spiaggia e a sud della piccola Isola Piana. Nel periodo estivo è meta di tantissime imbarcazioni che, grazie ai suoi fondali sabbiosi, riescono a dare fondo agevolmente ed in sicurezza, ad eccezione delle giornate in cui spirano forti venti da Nord Ovest oppure quando il vento tira da Nord Est, circostanza, quest'ultima, che fa crescere un'onda particolarmente fastidiosa.

Lo specchio di mare circostante è unico e dai colori spettacolari, per le imbarcazioni con discreto pescaggio è consigliabile non avvicinarsi troppo alla torre della Pelosa, in cui si trova una grande secca sabbiosa con il fondale che non supera il 1,30 m. In alternativa alla Rada dei Fornelli si può dare fondo nella piccola insenatura ad Est dell'Isola Piana, ben ridossata dai venti del settore occidentale, prestando attenzione alla tenuta dell'ancora in quanto il fondale si presenta non uniformemente sabbioso. Il paese (il cui nome deriva dal sardo "s'isthintinu", il budello, dal nome dato allo stretto fiordo su cui ha sede) è sorto tra due insenature naturali in cui si trovano i due porticcioli e in cui si snoda l'incantevole passeggiata sul lungomare C.Colombo, tra tipici ristoranti, botteghe di artigianato e prodotti locali. La passeggiata per le vie del paese è un anticipo della visita al borgo di Cala d'Oliva dell'Asinara, di cui Stintino ricalca l'impianto urbanistico.

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L'Isola dell'Asinara è Parco Nazionale e Area Marina Protetta; per chi desidera visitarla in barca è indispensabile conoscere le limitazioni previste per la navigazione nelle sue acque. Non essendo possibile l'ancoraggio sono stati predisposti diversi campi boe, lungo tutta la costa orientale e a Fornelli. Da sud verso Nord i Campi boe presenti sono:

  • Fornelli
  • Cala Reale
  • Cala Barche Napoletane
  • Cala Ponte Bianco
  • Cala d’Oliva

Per la prenotazione delle boe è necessario contattare il gestore l’Agenzia Cormorano Marina, tel +39 079 512290 oppure +39 348 6913528.

In questa carta sono indicate le limitazioni all'Area Marina protetta.

Per qualsiasi informazione ulteriore visitare il sito del Parco Nazionale dell'Asinara. Prima di tutto è indispensabile esaminare le limitazioni relativa all’Area Marina Protetta, che sono di 3 livelli: zona A, zona B, zona C.

  • Zona A: riserva integrale > è vietato l'accesso e qualsiasi tipo di attività riserva generale
  • Zona B: riserva generale > è vietata la navigazione a motore (anche dei del tender salvo particolari circostanze). Consentita la navigazione a vela, a remi o con propulsori elettrici vietato l’uso delle moto d’acqua. Vietata la pesca Vietato l’ancoraggio Consentito l’ormeggio nei campi boe predisposti (sono a pagamento), che è necessario prenotare. Consentiti la balneazione, lo snorkeling, la balneazione e le immersioni con guida.
  • Zona C: riserva parziale Vietati l’ancoraggio, la pesca e l’uso di moto d’acqua Consentiti la navigazione a vela, remi e motore, la balneazione, lo snorkeling, le immersioni con guida. Consentito l’ormeggio nei campi boe predisposti. Il solo campo boe posizionato in Zona C è quello dei Fornelli.

Le coste sono molto frastagliate ed il territorio è prevalentemente montuoso. Il versante ovest presenta ripidi pendii rocciosi, mentre quello orientale, al contrario, è generalmente basso e roccioso, con delle spiagge localizzate principalmente a Fornelli, Sant’Andrea, Cala Reale, Trabuccato, Punta Sabina e Cala Arena. Sempre sul versante est troviamo il borgo di Cala d’Oliva, un piccolo e suggestivo villaggio di case bianche e basse che, durante gli anni del carcere, ospitava gli agenti di polizia penitenziaria con le loro famiglie.

Più a sud si incontra l’approdo di Cala Reale dove sono visibili i resti di quello che in origine era un lazzaretto, luogo di accoglienza per gli equipaggi delle navi colpiti da malattie infettive e che, in seguito, fu assegnato a residenza reale dei Savoia. Il territorio, caratterizzato da vaste estensioni rocciose, ha una vegetazione composta principalmente da arbusti di macchia mediterranea: lentischio, olivastro, euforbia e ginepro. L’unica formazione boschiva dell’isola, una foresta di lecci, è posta in località Elighe Mannu.

La fauna ha subito negli ultimi decenni importanti modificazioni. Le fonti storiche documentano la presenza di specie importanti da un punto di vista naturalistico come il muflone, il cervo sardo, il riccio, la lepre sarda, il cinghiale, la foca monaca e il falco pescatore. Sono inoltre presenti bovini, ovini, suini, e cavalli. Specie unica è l’asino bianco dell’Asinara, la sua particolarità è data dalla colorazione bianca del mantello, una forma di albinismo. Attualmente sull’isola se ne contano circa 120 esemplari. Gli uccelli sono tra gli animali meglio conosciuti dell’isola e studiati da oltre 15 anni, con censimenti alle colonie e con inanellamenti per studiare il flusso migratorio.

Il ritrovamento di numerose Domus de Janas (case delle fate) attesterebbe le presenza umana fin dall’epoca proto nuragica. È certo, inoltre, che i romani abitarono l’isola, probabilmente grazie alla presenza della vicina colonia di Turris Libissonis, l’odierna Porto Torres. Numerosi, infatti, sono i resti di cocci di tegola, anfore e, recentemente, è stato ritrovato a poca distanza dalla costa, nella rada di Cala Reale, un relitto di epoca romana, visibile a pochi metri di profondità. Verso la metà del XVIII sull’Asinara si stabilirono famiglie di pescatori e pastori di origine ligure, piemontese e greca. Nel 1842 l'isola divenne parte integrante del nuovo Comune di Porto Torres e quando nel 1885 lo Stato Italiano decise di insediare il Lazzaretto e la colonia penale agricola, la stessa venne espropriata. Alcuni degli abitanti, costretti a lasciare l’isola, si insediarono nelle campagne limitrofe a Porto Torres, mentre altri fondarono il paese di Stintino. Agli inizi degli anni settanta fu istituito, a Fornelli, il Carcere di massima sicurezza, che ospitò mafiosi, brigatisti e appartenenti alla criminalità organizzata. Nel 1997, con la chiusura del penitenziario, vede la luce l’istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara.

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Scapolato Capo Caccia, proseguendo lungo la costa verso nord, si raggiunge dopo 23 miglia crica di navigazione la punta di Capo Falcone. La costa è caratterizzata prevalentemente da alte falesie a picco sul mare. Lungo la navigazione possiamo ammirare l'Isola della Foradada e l'Isola Piana. Incontriamo poi la spiaggia di Torre del Porticciolo e la grande spiaggia di Porto Ferro, delimitata da due torri; a nord Torre Negra e a sud Torre Rossa. Il fondale in questo punto è sabbioso e consente un buon ancoraggio. Superato Porto Ferro troviamo l'Argentiera e poi ancora Capo Mannu e l'Isola dei Porri.

Arrivati a Capo Falcone possiamo entrare nel Golfo dell'Asinara passando fra l'Isola Piana e l'Asinara, attraverso il passaggio di Fornelli, evitando così la circumnavigazione dell'Asinara verso nord, e risparmiando altre 20 miglia. Si tratta però di un attraversamento da fare con molta cautela; i fondali sono infatti molto bassi. È consigliabile percorrerlo solo in condizioni di tempo buone, durante le ore diurne e se la barca non ha molto pescaggio. È necessario seguire gli allineamenti delle coppie di dromi. Si tratta di pilastri con strisce bianche e nere, posizionati sulla costa sud dell'Asinara.

Un ulteriore passaggio è quello tra l'Isola Piana e gli scogli della Torre della Pelosa, ma è consigliato solo ad imbarcazioni con pescaggio minimo.

Oasi Charter Alghero

Oasi Charter è un marchio della Trasporti Marittimi, una giovane azienda sarda che ha deciso di trasformare la passione velistica in un'attività turistica per viaggiare alla scoperta delle aree marine protette e dei parchi del Nord-Ovest della Sardegna.

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